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Come seconda nazionalità, sceglierei quella irlandese, per quella voglia di rissa contro il mondo, per quei confini grossi ma labili, mangiati dalla storia e sempre sottovento. Sarei stato un buon irlandese, grande bevitore di birra scura, sorridente ma con un profondo tormento nell’anima.

Potrei essere un irlandese senza terra.

Potrei essere irlandese nel cuore e difendere con rabbia la mia vita e tutte le sue diramazioni, i suoi prati verdi, gli occhi scuri e quei pochi bicchieri vicino al mio.

“kiss my irish ass,  you’d better kiss my irish ass”

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