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La mia birra non vale niente, le sigarette non funzionano, i miei sogni sono già svaniti anche l’ultimo, eppure mi ricordo. Ero lì, in mezzo al mare arrabbiato, tra le onde alte. Le piccole si infrangevano addosso a me, nelle più grosse mi ci tuffavo dentro.
Questione di farcela, di superare la tempesta.
Non pioveva e quelle onde non erano proprio onde, erano le vite, la mia e quelle degli altri. Era il regno anarchico dell’acqua, era il caos della conoscenza, era il freddo delle convinzioni.
Avevo molta fiducia nelle mie capacità, resistevo all’urto e sapevo interpretare e ascoltare. Ne avevo fino al momento in cui non realizzavo che la mia forza era frutto della casualità, degli incontri, della sorte, non c’era niente di eccezionale, nè alcuna abilità dietro. In quell’esatto istante le gambe mi cedevano e le correnti prendevano.
Non ci sono risvegli. Non funziono come non funziona la gente, come non funzionate voi.

Kiss my Irish ass! You better kiss my Irish ass!

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