Cose che sono sparse

1.

ho visto ted lasso, serie tv che si streamma (?) su appletv. ted lasso è un gran bel prodotto televisivo che ha un solo difetto: un’apparenza ingannevole. visti i primissimi episodi può sembrare poco più di una commedia dai toni caramellosi, anche piuttosto banale. è proprio dietro quei toni melliflui che si cela l’inganno. puntata dopo puntata vengono toccati tanti temi, alcuni accennati altri più approfonditi e non tutti sono visibili. certo ted lasso ha un suo modo di essere serie tv, non c’è la tragedia e il dramma viene incapsulato in uno stile che resta costantemente leggero e di piacevole compagnia ma la scrittura porta dentro tanti argomenti significativi: dalla gestione di un gruppo all’utilità della terapia, dalla relazione coi padri alle separazioni familiari fino al tema più ovvio e cioè l’essere persone positive. c’è tanto davvero tranne che il calcio ed è bene così, ché il calcio non viene bene sullo schermo in formato serie. insomma guardate ted lasso ma non sottovalutate ted lasso.

2.

siamo immersi nei contatti che siano “social”, dal vivo o tutti e due. a volte è difficile capire quale sia il livello della relazione tra due persone. siamo conoscenti? siamo amici solo perché siamo nello stesso luogo, che sia una chat o il tavolo di un pub? la contemporaneità è sufficiente per definirci? la domanda si risolve in un’equazione spazio temporale? la risposta è un banale no. un ovvio no. si ma allora come faccio a capire se siamo allineati? be’ non è difficile. l’interesse è un bene intangibile è vero ma se non è presente si percepisce. si può far buon viso a cattivo gioco, possiamo anche farci andare bene quel poco che a volte c’è ma un parametro per essere consapevoli, almeno quello, dovremmo trovarlo. uno strumento molto semplice con cui si può misurare l’interesse di una persona verso un’altra sono le domande. chiamatela pure curiosità, il voler sapere chi sei, come stai, che stai facendo, cosa pensi di quella cosa. va benissimo la retorica del “sai che ci sono” “puoi contare su di me”, esiste lo spazio naturale e consequenziale per quei momenti ma se non esiste il legame che unisce le varie fasi allora forse c’è davvero solo il silenzio. non è che immagino continui interrogatori da terzo grado ma pensare che possa bastare una presenza, virtuale o fisica, vuol dire un po’ illudersi oppure confondersi. ci sta (non si scrive vero?), perché fare i conti con quello che non c’è (grazie manuel agnelli per aver racchiuso in quelle parole un senso enorme) non è facile. non lo è nemmeno il contrario, cioè realizzare di non avere tanta voglia di sapere di quella persona lì. è una strada a doppio senso ma è un percorso sul quale deve valere la pena camminare e il valore un qualche spessore deve pur averlo. 

3.

i miei 2 centesimi sulla questione voto. siamo sicuri che sia difficile capire cosa voglia dire utile? c’è un problema destra, sovranismo e rischio autoritarismo di cui non si può non tenere conto perché le decisioni di una maggioranza tanto importante nei numeri da poter legiferare in autonomia impatterebbero pesantemente sulla vita delle persone. forse non sulla mia che sono un uomo bianco nato in italia con un lavoro da imprenditore. rientro in un target che potrebbe beneficiare di una presenza politica ultra-liberista ma lo stato non dovrebbe esaltare l’individualismo. il senso – quello proprio minimale – di uno stato è dare ai suoi cittadini una struttura funzionante e funzionale, in grado di garantire gli stessi diritti, e doveri, a tutti. i cittadini non sono quelli che hanno il pezzo di carta con su scritto “cittadinanza italiana” ma tutti coloro che abitano questi confini con un minimo di continuità. a tutte queste persone vanno date le stesse possibilità. solo con questo obiettivo in testa è possibile raggiungere l’utopia della soddisfazione, dell’abbastanza, della pace civile e della coesione sociale. è vero, se sei un essere umano dotato di pensiero critico, e non un soldato lobotomizzato del fronte della gioventù, non puoi che essere disorientato dalla mancanza di un riferimento politico ma il voto utile questa volta vuol dire argine, significa fare scudo ai diritti e proteggere l’altro, chiunque sia. non ci piace questa rappresentanza democratica? vero, no, non ci piace però parliamone dopo aver messo al sicuro le libertà di tutti, anche di chi non se lo merita. parliamo e agiamo ma non dopo lo s-fascio.   



Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.