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devi avere sempre qualcosa da condividere, devi esserci e scrivere per ricordare a tutti che ci sei. altrimenti? altrimenti – forse – resti indietro, le parole degli altri si ammasseranno accatastandosi fino a sommergerti. non importa quello che hai detto ieri, non sono solo ventiquattro ore, sono anni. non conta. non conti. così, diventa una corsa a perdifiato per la quale non ti si mai allenato. si vede. lo senti. ci sei nel gruppo ma non sei mai davanti, fatichi per restare insieme a quelli che inseguono. così corri fino a quando il respiro non va fuori giri e allora capisci che non è la tua gara. sei rimasto quello che sedeva con la sua birra ad ascoltare e poi, ogni tanto – solo ogni tanto – raccontava qualcosa, scegliendo a chi, scegliendo come, dove e quando. sei rimasto quello perché non hai mai capito come fare altrimenti e perché – alla fine – non stavi poi così male.

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