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La crisi della coppia, oggi affronteremo questo tema caldo. Un argomento molto sentito. Dicono che non esistano ricette né medicine né attrezzi per riparare le crepe del tempo. È vero? Freghiamocene, tanto arrivati a quel punto i giochi saranno già fatti e sarete a leccarvi ferite e a mettere su cerotti. Fondamentale è riconoscere l’istante prima del crollo, perché quello sarà l’attimo in cui dovrete fermarvi, fare velocemente qualche passo indietro e tornare in voi stessi. Il momento chiave è quando vi accorgete di essere diventati degli orsacchiotti di peluche, pucci pucci, che hanno infarcito di tenerezza extrazuccherosa anche il sesso, la chiavata. No. Errore. Fermatevi. Ricordatevi quando avete iniziato le danze, quando qualche anno fa non volevate altro prendere la vostra, o il vostro, partner e sbatterlo senza sosta. Quel sacro fuoco non è contrattabile. Se avete sostituito gli schiaffi sul culo con degli amorevoli “tesoruccio/a” state affrontando il declino. Se la vostra routine – già che abbiate una routine non deponde a vostro favore – è piazzarvi sdraiati, belli comodi, in attesa che l’altra, o l’altro, vi metta in movimento l’armamentario invece di utilizzare l’armamentario in movimento per prendere tutto quello che la controparte offre, be siete ad un passo da un amorevole pensionamento fatto di divano, televisione e tanti abbracci, preludio di una crisi che vi porterà a ricercare il sacro fuoco da qualche altra parte. Perciò non cedete alla metà oscura della tenerezza, ci sono luoghi dove non deve entrare, dove al posto dell’acqua santa deve esserci il whiskey e al posto di quei soprannomi buffi che vi siete dati, devono esserci epiteti e desideri veri. Resistete perdio, fumatevi un sigaro e poi avrete tutto il resto della giornata per essere dei “ciccini” “ciccetti” amorevoli.

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