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servono ragioni per bere del whiskey? no, se il whiskey è davvero buono no, eppure ci sono momenti in cui il graffio e la carezza arancione di un bicchiere mezzo pieno, sembrano essere la compagnia migliore. come ci si accorge dell’attimo? non si può, bisogna sperare nelle coincidenze, nei giusti incroci, non è impossibile e quando succede te ne accorgi, cazzo se te ne accorgi, è come un’epifania. un’onesta esperienza nel campo mi ha dato modo di raccogliere diversi dati e un elemento ricorrente esiste, ed è un’ombra che si allunga di notte, lenta o veloce, comunque fino a coprire una parte del cuore, piccola o grande le dimensioni qua non contano per davvero. l’ombra arriva, agguanta il cuore, lo strizza e  ne disidrata una piccola area. se dovesse capitarvi – e in fondo spero di no – potrebbe essere l’occasione giusta per riempirvi un bicchiere e svuotarlo, bevendolo ovviamente. quindi ora sono qua, davanti al pc, con il mio bicchiere e con quell’ombra che è l’immagine di un cuore spezzato, e un po’ piangente, lontano centinaia di chilometri dillà. non serve spiegare molto di più, ho il mio suntory e alla fine si vive anche per questo, per cercare di capire.

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