[20] – quello che dovrei dire e quindi non dirò –

“ehi idiota ubriacone, non lo vedi che non ci vuole niente?” “eh no cara vita, non me ne sarei accorto nemmeno se mi avessi messo davanti un cartello enorme con delle luci intermittenti intorno. ho preso una laurea in complicazione delle cose semplici. facciamo in questo modo, mi arrendo per un paio di giorni all’evidenza”. alcune volte la vita è di una banalità disarmante, semplice fino a farti sentire stupido. ti incastri fra mille grovigli e centinaia di nodi quando basta una macchina oppure una casa con un tavolo, qualche sedia intorno ed una manciata di persone. non serve altro o quasi, giusto una spolverata di tempo ed un filo di logistica. basta poco e vorresti fermare qualcuno per strada e spiegarglielo, fargli un regalo. vorresti scrivere uno stupido manuale per aiutare i distratti, quelli svagati come te ma ti trattieni perché sai che le parole non le maneggi bene, in nessuna forma, anche quando dovresti, se non altro per inerzia, ma non è così. almeno questo lo sai. lasci perdere, ti accendi una sigaretta e alzando le spalle riprendi la strada.

  silverbone.it

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