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Negli ultimi 14 mesi ho incontrato un sacco di persone. Tante. Inevitabili. Non avrebbe potuto essere altrimenti, perché la senti quella forza magnetica, quasi alcolica, che ti porta verso qualcuno, che ti spinge a stringere una mano, ad abbracciare quel nome, a ridere insieme tra un bicchiere, una sigaretta ed un piatto con dentro qualcosa. Lo spirito ansioso dell’ordine avrebbe voluto riorganizzare il caos degli ultimi 14 mesi archiviando ognuna di quelle persone in una definizione. Avrebbe voluto prendere le cartelline giuste ed infilarci dentro una faccia o un nome. La fase dello spirito ansioso però è passata, i giorni in cui la vita era costretta, strizzata dentro una dozzina di parole, sono andati. Il tempo dello spirito ansioso è finito, bruscamente trivellato da proiettili chiamati “errori e fretta”. L’oggi è banalmente del presente, del chi c’è perché ha avvertito, e percepisce, quella forza magnetica, quasi alcolica. La banalità, la semplicità possono essere grandi conquiste.

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