[26] io non tremo, è solo un po’ di me che se ne va – friendfeed terza parte

Il mio ultimo pensiero su friendfeed, scritto su friendfeed, poco prima che implodesse.

“e un po’ di me se ne andrà sicuramente. qua dentro ci sono ore, giorni, settimane, mesi, anni interi di parole, di incontri, risate, lacrime velate (il canetto harry, per dire), incazzature, incomprensioni (nel senso di cose che non ho proprio capito, vedi il perdere tempo appresso a personaggi discutibili) e tanto altro. non so identificare un altro posto, che sia fisico o virtuale, così invasivo, così capace di incidere nella mia vita. se mi guardo intorno non posso che constatare come ff si sia è avviluppato a me, circondandomi, di “cose” che prima non c’erano e di cui ora non sono pronto a fare a meno. non sono pronto a fare il salto nel buio che vogliono farci fare. lo accetto ma non vorrei, perché qua ci stavo, sto, bene. mi sono guadagnato ogni cm di questo spazio. prima di interagire sono stato in silenzio per capire, poi mi sono impuntato e alla fine ho metabolizzato le dinamiche, gli usi, ho memorizzato gli angoli e le curve fino a riuscire ad andare ad occhi chiusi, e alla fine sono andato ad occhi chiusi. ragazzi, io qua ci sto bene. mi sono costruito una zona di comfort dalla quale forse sarei dovuto uscire più spesso di quello che ho fatto e questo è il mio unico rimpianto, ma quella zona mia era, è, fantastica. non lo dico perché qua stanno chiudendo la baracca, lo scrivo perché se così non fosse stato, fosse, non avrei stretto le mani che ho stretto, non avrei abbracciato chi ho abbracciato e non avrei guardato negli occhi chi ho guardato negli occhi. dovrei prendervi uno ad uno voi che siete entrati a far parte dei miei giorni e spiegarvi “perché” e “per come” ma temo che sarebbe un’operazione decisamente lunga e il tempo stringe, ce ne resta davvero poco. ci troveremo su frenf.it? si, è probabile, molto ma non so se da subito. non mi piace triturare i pensieri e un po’ ci voglio pensare a come stanno le cose e a come sono state. grazie a tutti, non so se saranno le mie ultime parole, come sempre improvviso ma, per ora, grazie davvero.

Queste parole, dopo l’11, dopo la fine, valgono infinitamente di più, dannatamente di più.

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