[35] lunedì

ore 7.00 suona la sveglia. piove. è lunedì. colazione veloce, doccia, passeggiata coi cani.

ore 8.40 sono in macchina, nel traffico. ci vogliono 45 minuti per arrivare dove devo arrivare ovvero dopo 5 km di strada. è tardi.

ore 9.30 sono su un scooter, dietro, con destinazione la sede di lavoro del lunedì.

ore 9.55 sono sdraiato per terra su un fianco, non so né perché né per come, sono intero. anche l’altro è intero. l’altro è mio padre. due ragazzi scendono, sorrido, dico che stiamo bene. ci aiutano a tirare su lo scooter. con due cazzotti rimetto al suo posto il pezzo che si è staccato. ripartiamo. è tardi.

ore 10.15 arriviamo. sono tumulato dentro questo posto dove non prende il telefono. rete dati o wi-fi nemmeno a parlarne, meglio così già so che non avrei tempo nemmeno per guardare l’ora.

ore 13.00 ho lavorato 30 pratiche. ciò che fino a due settimane facevo in due giorni ora va fatto in tre ore, perché dobbiamo arrivare prima degli altri, perché per questo cliente dobbiamo essere la migliore alternativa. l’unica.

ore 13.15 continuo ad aprire altre pratiche, ho fame ma non c’è tempo perché per questo cliente dobbiamo essere la migliore alternativa. l’unica.

ore 15.30 le pratiche sono diventate 50, le grane risolte 4. posso andare in bagno per il pranzo rimandiamo a domani.

ore 16.30 esco, cerco una macchina di quelle che prendi e poi lasci dove puoi.

ore 17.30 altro traffico. arrivo dove ho lasciato la mia di macchina. mollo l’altra, salgo, accendo, connetto il cellulare e apro spotify. mi serve della musica, quella che dico io. destinazione: fare la spesa.

ore 18.00 sono dentro auchan, mi sembra enorme e dispersivo come mai prima. devo concentrarmi, non è difficile, le spese si somigliano tutte, settimana dopo settimana, ma l’unica cosa che mi viene in testa è che vorrei un bicchiere di whisky.

ore 18.40 sono seduto in macchina, nel parcheggio di auchan, iniziano ad affiorare i primi dolori. mi sembrava troppo facile.

ore 18.45 sono finalmente a casa. prendo i primi medicinali della giornata: il bacio di chi apre la porta e la gioia impagabile delle due bestie più nere che bianche.

ore 19.00 inizio a scrivere.

ore 22.00 prenderò il secondo medicinale, quel benedetto bicchiere di whisky.

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