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Ho un debole per le cause perse. Mi stanno simpatici quelli seduti al bancone da soli, con il loro bicchiere di whiskey, pieno eppure leggero, al contrario della vita. Li osservo, cerco di entrare nella loro impenetrabile solitudine, immaginando perimetri sconosciuti, fallisco. È impossibile, ognuno di loro ha i suoi cumuli invalicabili di pensieri, macerie e ricordi. Ho un debole per il lunedì, un giorno sfortunato, umiliato dall’essere così vicino e così lontano dalla leggerezza, drogato da pensieri faticosi. Ho un debole per le cause perse, forse già l’ho scritto, perché per molto tempo qualcuno ha pensato che potessi esserne una, irrecuperabile. Quel qualcuno ero io.

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