Hatred

I taste your blood as it showers from my blade
I eat your heart, from evil it was made
With heart filled hatred black blood runs through my veins.
I take your powers to the ancient ones who reign
I conquer evil, let evil know my name
Come forth ye wicked, know the gruesome pain
I am the omen, the one that cannot die
I am the flame, hatred burns inside.
My strength is hatred, torment and pain, HATRED, HATRED
With heart filled hatred black blood runs through my veins.
I crush your bones, I kill your face
I rip your flesh, I end the chase
You meet with terror, you draw the ace
I rule the world the rats that race.
My strength is hatred, torment and pain, HATRED, HATRED
With heart filled hatred black blood runs through my veins.

forse non tutti sanno che prendere un’autostrada contromano e l’immaginare, il sognare, di essere odiati hanno due elementi in comune:

  1. l’ignoranza, intesa come assoluta inconsapevolezza.
  2. l’arroganza.

ignorare, non conoscere, non avere riferimenti, non sapere molto del contesto intorno porta a commettere leggerezze, errori grossolani ma anche grandi minchiate. così ad un certo punto ti vedi venire contro decine di macchine che se ne vanno per la loro strada, qualcuna a bassa velocità, altre tagliando l’aria in due. in quel momento tu non hai, o almeno non dovresti avere, molte scelte ma solo una: levarti velocemente dal cazzo, accostare, prendere fiato, ringraziare il fato o chi per lui e invertire il senso di marcia. se, invece, nella tua testa si affacciano altre opzioni, tipo alzare il pugno al cielo e inveire contro l’universo be’, non è certo colpa della stragrande maggioranza del mondo. no. a volte le soluzioni sono semplici e a portata di mano. stai facendo una cazzata, riconoscere la situazione ti salverà la vita. forse non solo la tua.

andare contromano sui fatti della vita, alcune volte riguarda il cosa ma spesso attiene al come. confondere i due ambiti è un bel casino, ti porta a vedere fantasmi in giro, ti conduce in un limbo circondato da pensieri forse veri, forse falsi. non avrai più le basi per decifrare i pensieri altrui, non perché sei una sesquipedale testa di cazzo ma perché nella vita succede di mancare il bersaglio, di dimenticare gli occhiali a casa, di tamponare, di rompere un piatto, di non capire un cazzo di quello che succede. solo a chi non fa nulla non capita. in questa fase di incomprensione, di disorientamento, spesso si innesta l’arroganza di riempire quel vuoto interpretativo con un ingrediente sempre a disposizione l’odio. l’odio è un sentimento forte, impegnativo al pari dell’amore o della felicità. per pensare di essere odiati dovete avere dei solidi elementi di prova, delle certezze perché altrimenti siete solo arroganti, vi appropriate con prepotenza di qualcosa che non esiste. perché come è probabile che al mondo solo un paio di persone vi ameranno, è altrettanto vero che, se non siete bolsonero o trump, o moggi, solo un paio di persone vi odieranno. la stragrande maggioranza del mondo proverà per voi un sentimento che si trova all’interno di una scala che va dal totale disinteresse fino ad un mitigato/medio risentimento, con in mezzo tante, tantissime scelte. ma – c’è un ma – immaginare di essere odiati aiuta. soprattutto nei momenti di rottura, quando bisogna trovare appigli, allora una manica di nemici attraverso cui semplificare tutto un universo di azioni e pensieri sono un poker d’assi servito. la radicalizzazione delle posizioni è un combustibile eccezionale, un’irrigazione continua dei sussurri che sbocciano e crescono fino a diventare cori celestiali. peccato però che poco, forse nulla, di quell’odio esista nella realtà.

Commenti

did ha detto:

(che bello che hai ripreso anche a scrivere con costanza.)

virus ha detto:

Vediamo quanto dura.

did ha detto:

Vediamo. Mica è un lavoro. 🙂

fraska ha detto:

Sono venuta a leggere solo perché sei te. Ne è valsa la pena.

virus ha detto:

Per servirla, madame.

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