california dreaming

è strano come i nostri desideri, alcune volte, siano indefiniti, avvolti nella nebbia. se ne intravedono appena i contorni e il peggio è che siamo talmente dentro quella stessa nebbia da essere convinti che sia tutto chiaro, sia normale e debba essere così. provate a chiedere, o prima ancora a chiedervi, “perché siete insoddisfatti del vostro lavoro?” “quale professione, o occupazione, scegliereste se dipendesse solo dalla vostra volontà?” “quanti soldi vi aspettate di ricevere dalla vostra attività, per vivere come volete vivere?” “come impostereste la vostra attività?” “dove vorreste vivere?” “con chi accanto?”. le risposte a questi interrogativi capita che siano vaghe, imprecise, annegate da timori comprensibili come il prendere coscienza dei rischi e il circostanziare l’insoddisfazione. è più semplice tirare avanti contando sulla confortevole routine da gastrite piuttosto che mettere nero su bianco tutto quello che non va e quantificare quanto siamo lontani da dove vorremmo essere. è autodifesa e non ci sarebbe nulla di male se non fosse che a rimetterci siamo sempre noi. sono convinto non esistano ricette standard e buone per tutti, al contrario di quanto qualcuno cerchi di vendere, ma mi colpisce vedere come siamo noi i primi a non volerci conoscere fino in fondo. scrivo “noi” ma non penso “tutti”, di certo ci metto dentro quelli che avvertono il costante bisogno di una tanica di whisky per curare quella gastrite (si lo so, non è la medicina più indicata ma almeno lasciateci #unagioia). per fortuna non tutti i desideri richiedono grandi sforzi, una pizza è una meravigliosa risposta a tante domande irrisolte.

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