cose che forse possono aiutare

cose che forse possono aiutare

genesi di un attacco d’ansia

non sono un esperto ma al terzo inizio a capirne alcuni meccanismi.

arriva all’improvviso. su quello c’è poco da fare, però si sente crescere. può essere molto rapido eppure dei segnali li lancia.

la prima cosa a cambiare è la respirazione. diventa sempre più intensa. il ritmo aumenta fino a quando si fatica a starle dietro.

poi il corpo chiede movimento perciò se si è bloccati in un qualunque posto si inizierà a muovere nervosamente una gamba oppure a ticchettare con le dita su una superficie o a toccarsi il viso, i capelli o i vestiti ripetutamente.

gli occhi si potrebbero velare, arrossare forse inumidire.

l’epicentro però è dentro il petto dove va a piazzarsi un peso, o una pressione, che un attimo prima non c’era o era di dimensioni diverse o era silenziata.

purtroppo non si sceglie né il dove né il quando.

la cosa importante, quindi, per cercare di controllarsi è il respiro, il resto seguirà. a volte concentrarsi su azioni meccaniche può essere di aiuto. azioni anche banali come fumare una sigaretta. qualcosa di più sano magari sarebbe meglio ma non si sceglie né il dove né il quando ahimè. scomporre i singoli passaggi di quell’azione. accendere la sigaretta. portarla verso le labbra. inspirare. buttare fuori il fumo. osservarlo. ripetere. il tutto per portarsi altrove per qualche istante.

un’azione di questo tipo ovviamente non risolve nulla ma potrebbe rallentarne la deflagrazione allungando il tempo e dando modo di intervenire sul dove.

un aiuto esterno può fare tutta la differenza del mondo, soprattutto nel caso in cui faticaste a stare al passo del corpo e della testa.

respirare, ritrovare il ritmo resta il fattore chiave. recuperato quello l’attacco d’ansia potrà rientrare, lasciando quel peso ancora dentro il petto (da soli non si può far tutto, a volte nemmeno poco) e qualche piccola, media, grande cicatrice sulle insicurezze.



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