cose che siamo

ogni tanto mi chiedo chi legga ancora i blog personali. 

ci sono mille social a raccontarci in giro, cosa aggiunge un post, a trazione più intima, all’architettura del sé? vale la pena farlo? perché è inutile pensare che si scriva in rete per non incontrare gli altri quindi, la domanda che mi faccio è diventa solo un replicarsi senza energia intorno?

la mia risposta è che mi interessa molto leggere cosa scrive se mi interessa la persona, se ho un motivo, una spinta che mi invoglia a conoscere ancora di più. se esiste la base allora il contenuto può essere davvero di qualsiasi tipo. andrò con curiosità a saperne di più, o di meno. non è che scrivere su un blog debba voler dire superare un esame. saperne di meno, cioè non aggiungere niente anzi magari perdere qualcosa, magari anche solo del tempo, non è detto che sia sbagliato. sottrarre minuti ad altro, fermarsi dalla corsa della giornata, come accendersi una sigaretta. 

si ok, fumare non fa bene, però ci siamo capiti. 

in realtà di blog ce ne sono pochi. nell’era della massima condivisione virtuale abbiamo fatto un passo indietro sulla lunghezza dei discorsi. probabilmente è l’effetto collaterale all’annegamento nello scrollare. ci sembra di stare in mezzo agli altri, di vederli, viverli e di averne anche abbastanza di loro ma poi cosa abbiamo condiviso? che le relazioni stiano cambiando non è certo una grande scoperta ma perché non ce ne frega poi molto di come si stiano modificando? in fondo non è cosa da poco.

non è irrilevante come la forma del rapporto tra me e te sia o potrebbe essere.

siamo molti di più di prima, riusciamo a raggiungerci con un’immediatezza straordinaria ma in mezzo a tutta questa cascata di feedback rapidi, semplici come si distingue l’interesse? quello consapevole, quello che lega pur nella sua liquidità.

me lo chiedo perché ora alle persone ci tengo più di prima. ci tengo perché non ne ho più bisogno e quindi da dipendenza diventa scelta. scegliere è un processo meraviglioso però da maneggiare con cura, perché andiamo tutti a ritmi diversi. è la nostra bellezza. i miei interrogativi non saranno i vostri e resteremo in attesa di risposte sospese in una continua sfida alla sintonia. non è questo il senso di stare insieme? viversi questa corrente che ci porta una volta verso una riva e poi verso l’altra? è una magia controversa eppure spesso, mi sembra, che si perda un po’ nella velocità e un po’ nella linearità della normalità.  

o forse mi sto solo accorgendo in ritardo di tante cose che sono solo come devono essere nella loro quotidianità.

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