daredevil 3 (spoiler? forse)

la terza stagione di daredevil secondo me è il miglior prodotto marvel uscito su netflix. non c’è storia con il resto, se la gioca per un po’ con the punisher ma poi lo stacca. 1) è scritta bene, laddove stagione 1 e 2 avevano mostrato debolezza, cioè la tenuta narrativa lungo i 13 episodi, perdendo credibilità o interesse qua e là, la 3 mostra la sua forza. ogni singolo momento è incastrato bene nel susseguirsi degli eventi e la serie vola via che è un piacere. i personaggi si sviluppano in maniera coerente ai fatti, si pongono domande giuste e cercano risposte, affamati e questo riempie tutta la serie. 2) il ritorno di wilson fisk. quanto era mancato e questo al netto dell’insopportabilità di sentirgli pronunciare un quantitativo smisurato di volte “vanessa”. vincent d’onofrio è uno straordinario fisk, ne interpreta benissimo la lucidità e la follia. il villain che ne viene fuori è sopra le righe, al pari e più del kilgrave di tennant (giusto per far capire di cosa stiamo parlando). 3) il viaggio nel baratro mentale di dex poindexter. oh secondo me funziona bene. restano un po’ un mistero quelle capacità fisiche quando mena. ti dicono questo è forte quanto e più di daredevil perché? boh forse perché ha avuto un’infanzia difficile. è un po’ scarsa come contestualizzazione, è vero che non tutto deve essere spiegato ma non parliamo di un dettaglio da poco. comunque dex fa molto bene la sua parte, fino alla fine. 4) tutti gli attori sono di buon livello. per fortuna la serie termina perché l’unica mia paura era il carriemathisonizzarsi di karen page. deborah ann woll è brava ma ricorre la tendenza a farla vivere sempre nello stesso stato d’animo con le stesse mimiche facciali. ho apprezzato non poco, infatti, l’escursione temporale che la piazza in uno scenario diverso in un tempo diverso. 5) matt murdock / daredevil è una sicurezza è l’eroe giusto, costantemente in bilico tra certezze e dubbi, ricordi e fede religiosa, tra rancore e perdono. il miracolo riesce ancora e – incredibilmente – non suona ripetitivo pur ritrovandosi in situazioni sempre simili. scongiurare la noia non è cosa facile, senza contare il pericolo della banalità. charlie cox si prende il suo 7. 6) la regia fa un lavoro notevole, i piani sequenza durante le mazzate continuano a essere perfetti. riescono a centrarti dentro l’azione, ti pare quasi di prenderle e darle e siccome gli scontri sono tutti tarati benissimo, il viverli ogni volta da quasi dentro non stufa mai. i colori della notte e del giorno contribuiscono a formare una percezione della serie, sono un marchio che rende ogni scena riconoscibile. 

daredevil non è stata rinnovata su netflix, non ci sarà quindi una stagione 4 – questione di diritti – e questa sarà la fortuna della serie che verrà consegnata all’olimpo di netflix senza lasciare scelta ai produttori. deo gratias. 

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