dedizioni fiammeggianti

Salve, mi chiamo virus e ho un problema. vivo di ossessioni. quando incontro qualcosa che mi piace (bè diciamo mi piace – abbastanza – dove abbastanza vuol dire tanto) che sia un film, un libro, un videogioco, un gioco da tavola, una serie tv, un gruppo musicale, etc. etc., mi accendo di un interesse illogico, che brucia tutto e mi porta a vivere quella cosa lì in maniera totale. cerco ogni informazione possibile, leggo tutto quello che c’è da sapere e ne indago ogni possibile ramificazione. nel mio intimo preferisco identificare questo stato dell’essere con la parola dedizione più che con ossessione ma forse perché sono indulgente, mi voglio bene e cerco di perdonarmi. nel tempo, visti i danni collaterali (leggasi lo sfrangiare i maroni al prossimo),  ho imparato a gestire silenziosamente l’ardere del momento (più o meno dai, so che apprezzate i passi avanti fatti da ready player one, mi cari due lettori). ho capito che come c’è un inizio c’è anche una fine e quindi non vale la pena investire come un tir, ripetutamente, gli innocenti che mi passano affianco. ho imparato a limitare la condivisione del mio entusiasmo. less is more, quanta verità. mi sono reso conto però dell’effetto indiretto che ha seguito questa nuova politica, ovvero l’aver tagliato di un buon 50% le mie interazioni sociali, che già non poggiavano su numeri da influencer. decisamente no.

è come se vivessi una regressione temporale. come se avessi trovato una macchina del tempo e fossi tornato indietro negli anni ’90, quando me ne stavo nella mia cameretta a vivere le mie cose, con la porta chiusa. ci sono i poster. ci sono le mensoline e gli armadi pieni di oggetti. uno spazio fuori dal tempo. ecco, quello che sto cercando di imparare a fare è  mettere le dedizioni fiammeggianti (è una definizione notevole, ammettetelo. ora non ne volete una anche voi eh?) nella mia cameretta per poi tornare ad essere una persona normale in mezzo agli altri. credo che questa roba si chiami maturità. non il discorso della cameretta eh, il concetto successivo. pertanto abbiate pazienza sono in una fase in cui sto ancora aggiustando il tiro e aver trovato sulla strada “l’ombra dello scorpione” di stephen king non ha certo reso facile l’operazione (libro di cui ho comprato la prima edizione della versione integrale, preso la graphic novel  – supervisionata da king, curata dalla marvel e pubblicata da bompiani – e vedendo la serie tv del ’94 [la discutibile serie tv del ’94, per essere precisi]. ve lo racconto giusto per tenervi aggiornati sullo stato d’allarme. direi un defcon 2). abbiate pazienza quindi e nel caso in cui non ne abbiate, dato che il vento soffia verso ovest, dirigetevi a est. andrà tutto bene.

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