Frammenti

ci sono piccoli universi dove succedono cose. per chi si trova dentro quella bolla, la cosa che accade diventa un fenomeno importante, un argomento di discussione, rilevante come invece in realtà non è. nella mia, di bolla, è in corso un’improvvisa new wave del blogging ridotta ad un decina di nostalgici, facciamo una ventina, volendo seguire le ramificazioni più sottili, includendo anche gli amici degli amici. eppure lo stesso fatto di vedere ritornare in “auge” quei vecchi contenitori è stato motivo di discussione appassionata dentro la bolla, in particolare su facebook. ci si è divisi tra “ma che davero? allora mandame ‘n fax invece de scriveme su telegram” e “non capite, il nostro è il sacro culto dell’utilizzo della parola, dello spazio e del tempo”, con in mezzo varianti di buon e cattivo senso.

tra le tante frasi scritte e i molti concetti tirati in ballo uno mi è rimasto in testa ed è la frammentazione (grazie jacopo).

spesso succede che alcune parole ti facciano riflettere più di altre, ti entrino in testa iniziando un lavoro ai fianchi in certi momenti silenzioso, in altri meno ma continuo.

in passato, diciamo fino a ieri, mi è capitato di avere voglia di fare qualcosa, chiamiamola un’idea, volendo essere generosi un progetto, cominciare e poi abbandonare la nave nel mezzo della rotta o dopo pochi chilometri, appena salpata. è diventata una prassi non voluta, che ho vissuto male, ogni volta un po’ di più, fino a smettere di assecondare quelle idee (le definisco impropriamente così ma non mi vengono in mente altri termini).

nel momento in cui mi sono imbattuto nella parola frammentazioni si è un po’ spostata la prospettiva ed è stata una benedizione, perché bisogna essere un po’ indulgenti con sé stessi, non solo autocritici.  
il buon proposito del 2019 sarà frammentarsi. senza pietà. senza aspettative. senza pensieri. il progetto – e in quanto tale forse terminerà presto esso stesso – del nuovo anno è quello di rompersi in tante parti quante saranno le cose che mi verrà voglia di fare e non importa se mi lascerò dietro una distesa (famo una mattonella va) di cadaveri o di occasioni monche, non è rilevante. ciò che conta, per me oggi, è provare, stapparsi di dosso l’ansia preventiva della conclusione non conclusione.

Commenti

did ha detto:

Mi piace. Frammentati e frammentiamoci.

virus ha detto:

il piano è quello.

Lascia un commento