il cielo senza aerei

il lockdown è terminato dopo più di due mesi. siamo usciti da una situazione assurda, per certi versi impensabile. ricordo i primi giorni con le strade vuote, poche persone in giro a piedi, macchine delle forze dell’ordine in giro a controllare che la desertificazione fosse rispettata. poi ci siamo un po’ abituati, perché l’essere umano si adatta, così non fosse ci saremmo estinti in guerre civili.

un’immagine me la terrò come ricordo di questo pezzo di vita: il cielo senza aerei di notte. ogni sera quando portiamo i cani fuori per l’ultima passeggiata guardo verso l’alto. metà tragitto lo faccio con il collo piegato all’indietro. non so perché, in fondo non si vede poi molto, qualche nuvola, un’orsa maggiore e, prima della pandemia, una quantità senza senso di luci rosse intermittenti – si, gli aerei.

nelle ultime settimane il cielo è stato più terso che mai, spesso senza nuvole, pieno di stelle ma allo stesso tempo vuoto, terribilmente vuoto. in tutti e 70 questi giorni avrò visto 3 aerei, cioè niente. non so dirvi perché ma questa assenza l’ho notata ogni singola sera, e mi è pesata e mi è piaciuta. poi pensavo sempre ad emiliano, perché è così che va.

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