less is mejo

la colpa è del programma sfide. colpa di che? della new wave che impera oggi per cui qualsiasi cosa deve essere approfondita fino alla morte dei sensi e trattata oltre ogni ragionevole limite di lunghezza.

c’è una era pre-sfide e una post.

sfide, per i pochi che ignorano, è un programma che va in onda dal ’98 e ha rivoluzionato il modo di raccontare le cose dello sport. ha spostato i punti di vista e regalato pagine di meravigliosa narrativa visuale e testuale. ha saputo miscelare in maniera nuova musiche, parole e immagini puntando forte sul coinvolgimento dei sentimenti. anche un singolo gesto poteva diventare l’argomento di un’intera puntata, esaltato e descritto come un’opera unica.

non è una cosa facile da fare. non è per tutti e non dovrebbe essere per molto tempo dato che si è costantemente in bilico tra l’eccellenza e lo sfracellamento dei coglioni.

il whisky non è acqua potabile.

figli della lunga onda di sfide sono buffa, l’ultimo uomo, rivista undici e tutti quelli che allappano l’ascolto e l’attenzione con pile di muffin di parole. intendiamoci buffa è un grande affabulatore ma la sua bravura è il mio limite. mi mette ansia. ho paura di uscire di casa e trovarmelo davanti, di essere l’unico nelle vicinanze, con un accendino e con l’orologio. sono sicuro che avrebbe un aneddoto di quando il mirabolante manchester united di george best segnò un inutile gol proprio a quell’ora, o saprebbe dirmi cosa stava facendo paul mccartney esattamente quarant’anni fa in quell’istante, in un vicolo di liverpool mentre passeggiava insieme a sua zia.

la verità è che la qualità “lunga” ha rotto il cazzo. sogno un mondo dove la qualità non debba essere per forza subordinata, o confusa, al tanto e allo sbrodolamento.

Boris-Il-Film

 

Lascia un commento