l’insostenibile inconsistenza degli obiettivi

Raggiungere un obiettivo cambia la nostra vita solo per il momento. È questo il principio controintuitivo del miglioramento: crediamo di dover cambiare i risultati, ma i risultati non sono il problema. Quello che in realtà dobbiamo cambiare è il metodo che porta a tali risultati.

la citazione si trova dentro atomic habits* di james clear.

è un concetto a cui tengo e anche se può apparire banale e scontato in realtà è in controtendenza con la vita di tutti i giorni.

l’idea dell’obiettivo da raggiungere a tutti i costi, al di là del mezzo, perché quel numero finale è la nostra/vostra/loro ossessione, è presente in molte parti della nostra giornata.

siamo cresciuti pensando di dover migliorare ogni anno, per cui ogni mese, perciò ogni settimana e quindi ogni giorno.

è un mantra che non ci abbandona mai.

si tratta di una sfida che possiamo vincere solo alcune volte e il sapore della soddisfazione ha la durata esatta di quanto ci metteranno a darci il nuovo numero.

Il problema della mentalità che mette al primo posto gli obiettivi è che si continua a rimandare la felicità al prossimo traguardo.

il dogma del setting goals è pervasivo.

sembra essere vincente ma lo è perché l’organismo società che abbiamo costruito, e premiato, è squilibrato.

non serve essere degli osservatori particolarmente attenti per notare che viviamo in un mondo pieno di asimmetrie, di sbilanciamenti, di leggi di pareto che si autoconfermano e sostengono.

abbiamo una parte di responsabilità dato che contribuiamo con le nostre scelte al radicamento di quelle insostenibilità.

Prefiggersi degli obiettivi è un principio gravemente distorto dal cosiddetto survivorship bias: tendiamo a concentrarci solo sulla prospettiva di chi alla fine è risultato vincente – il sopravvissuto – ed erroneamente diamo per scontato che l’obiettivo ambizioso lo abbia portato al successo, trascurando tutti gli altri che avevano lo stesso obiettivo ma che non ce l’hanno fatta.

il problema del successo identificato in figure, esempi e concetti perversi e profondamente sbagliati è che sposta il mirino delle aspettative dalle identità alle ambizioni, dai metodi ai risultati.

questo è quello che richiediamo alle persone che ci sono accanto. le sottoponiamo e ci sottoponiamo ad una continua pressione verso una illogica crescita verticale.

la felicità, lo stare bene, non possono essere ricercate in un ecosistema le cui fondamenta sono così stressate. introiettiamo dentro di noi una continua sensazione di crepe, di crollo.

la felicità, lo stare bene, possono intravedersi nel momento in cui accettiamo i nostri limiti, le nostre incapacità, la nostra infelicità e solo allora, forse, chissà, a piccoli passi potremo tentare di vederci nell’identità che sentiamo di essere.

i contesti intorno a noi cambiano di continuo, a volte in maniera violenta altre quasi impercettibilmente, ecco perché, secondo me, è molto importante aggiornare e assecondare la nostra identità piuttosto che fidarci dello specchio di uno schema produttivo.

*atomic habits è un libro che parla di come introdurre nuove abitudini nella nostra quotidianità.

jeames clear suggerisce delle strategie pratiche per riuscire in quella che è un’impresa senza se e senza ma.

Le piccole abitudini possono fare una grande differenza nel darci la prova di una nuova identità.

tutti noi vogliamo leggere di più, iniziare ad allenarci, smettere di fumare, smettere di procrastinare, scrivere su un blog, fare giardinaggio, etc. etc. spesso iniziamo con le migliori intenzioni per poi naufragare non appena lo slancio si va a scontrare con le prime difficoltà.

uno dei motivi è che vogliamo tutto e subito, invece che puntare a tanti piccoli miglioramenti.

nel libro ci sono suggerimenti pratici indubbiamente utili. non esistono ricette magiche ma se siete alla ricerca di un metodo utile che vi accompagni, in ciò che percepite potrebbe aiutare la vostra, o le vostre, identità, può essere una lettura illuminante.

Le abitudini possono aiutarci a ottenere tutto ciò, ma di base non hanno niente a che fare con il possedere qualcosa. Hanno a che fare con il diventare qualcuno.

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