natale con chi puoi

Blind knowledge is working at useless ground
And crazy faith is living the dream of its liturgy
A new god is a word – or the mere sound
Don’t seek and don’t trust, for all is mystery.

[ulver]

natale è alle porte. dicembre era il mio mese, ho sempre aspettato con il cuore pieno di crema, un po’ come fanno i bambini, le sue decorazioni, i suoi giorni di festa, i dolci, il ritorno delle tradizioni, le tante sedie intorno alle tavole e anche il traffico impazzito. quest’anno non va ed è un circolo viziosissimo per cui non va perché sono io ad essere interrotto ma il fatto in sé contribuisce ad intristirmi ancora un pochino di più. una spirale poco intelligente ma tant’è.

è un periodo strano intorno a me. ho visto diminuire costantemente il volume delle voci gentili, come se il rumore dell’aggressività stesse soverchiando la voglia e la forza della grazia. più la voglia spero. è come se ci fosse bassa marea e a restare a vista fossero le urla, la furbizia, lo scacco sull’altro, il rendere ridicoli, il sarcasmo h24 che signora mia non si può fare meno di non pensarla come te senza renderti stupido in pubblica piazza. c’è sempre stata questa presenza delle truppe della violenza, che non pare violenza se ci mettiamo una spruzzatina di intelligenza, sta venendo però a mancare il contrappeso.

potrebbe non essere così, potrebbe essere colpa delle lenti che indosso io in questi mesi. lo spero. 

lavare i panni sporchi in casa. quante volte ho sentito questo luogo comune, declinato magari diversamente, forse in forma implicita nella veste di critica a chi cerca strade per aprirsi ma è un evergreen dei miei 42 anni. credo che non esista concetto più stupido di questo. cosa si intende per casa? non parlare in pubblico? non condividersi? non raccontarsi agli amici? oppure va preso in senso letterale, cioè di certi temi si tratta solo dentro le mura familiari? e se il problema fosse lì? e se la strada della condivisione fosse essa stessa uno dei modi per creare profondità nelle relazioni? poi se non ho già connessioni esterne e casa è un luogo non confortevole come ne esco? i panni sporchi si lavano in famiglia, non esternare troppo, cerca di controllare e ma se il controllo non so cosa sia perché in fondo non ne ho un’idea pratica? forse appena concettuale ma poi la vita è quella cosa che sta su strada. come mi devo comportare se non so dove andare, non so come farlo e in più rischio di contravvenire alle buone maniere? seguo la vulgata popolare, imparo a somatizzare ogni fatto, pensiero o evento critico fino a diventare una polveriera. un vulcano dormiente che fa brutti sogni. 

natale sta per bussare e vi auguro di attraversarlo a piene mani, di portare della grazia insieme a voi e di trovarne inscatolata nei regali, impiattata a tavola e servita tra le carte da gioco. quella gentilezza magari sembrerà una mano tesa verso qualcuno un po’ troppo perso nei suoi pensieri, impegnato a rinchiudersi lì dentro per non sbagliare. un abbraccio caldo, lungo il tempo di 5 mississippi, può essere il più bel regalo del mondo. 

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Posted by: vincenzo on