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la politica ai tempi del covid è la stessa identica di prima. viviamo le condizioni della pandemia imprecando alle (pseudo)soluzioni individuate dal governo. ci dividiamo con rabbia su come ci si debba comportare ma nessuno si gira a guardare l’elefante nella stanza. nessuno ha il coraggio di dire la banale verità: la struttura su cui poggia la società è dannatamente fragile, talmente esile da non riuscire a supportare il peso … Read the rest

libero pensiero in libero lavoro

ci scherzo, gioco quando scrivo su fb ma sono giorni intensi. per la prima volta mi trovo davanti ad un bivio lavorativo. dentro o fuori. per la prima volta sono vicino a chiudere una porta per aprire chissà cosa. non è semplice dipanare certe matasse di pensieri. scegliere. una via va verso il conosciuto ma anche verso una routine consumata, con dei punti fermi ma anche con un impegno economico … Read the rest

pensieri scoordinati

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ieri sera siamo usciti per la prima volta dopo non so quanti giorni. se andare a cena in due è stato strano ma non tanto quanto temevo, rivedere gli amici, pur a distanza di abbraccio e mascherinati, davanti ad una birra, è stato – in un modo tutto suo – emozionante. è stato, per qualche ora, tornare a parteciparsi senza filtri tecnologici. una comunione pagana in stile nordico ma … Read the rest

letture pandemiche

sono riuscito a sfruttare parte del tempo della pandemia per: terminare/inziare/terminare/continuare alcuni libri.

1] INFINITE JEST – DAVID FOSTER WALLACE

non ho molto da aggiungere alle centinaia di cartelle scritte dai fedayn del libro. di fatto ormai sono annoverabile tra le loro fila. infinite jest va dritto nella mia top five. e si che l’avevo approcciato nel peggiore dei modi: la sfida al monolite. una battaglia persa appena dopo il … Read the rest

il cielo senza aerei

il lockdown è terminato dopo più di due mesi. siamo usciti da una situazione assurda, per certi versi impensabile. ricordo i primi giorni con le strade vuote, poche persone in giro a piedi, macchine delle forze dell’ordine in giro a controllare che la desertificazione fosse rispettata. poi ci siamo un po’ abituati, perché l’essere umano si adatta, così non fosse ci saremmo estinti in guerre civili.

un’immagine me la terrò … Read the rest

vittime e carnefici

Le vittime del covid sono le vittime del covid. Le vittime post covid sono vittime di un sistema che non è, non sarà, in grado di dare sostentamento al suo popolo a causa di due mesi di fermo, nemmeno totale. Quel sistema si chiama capitalismo non Italia, Svezia o Belgio. È molto facile dare la colpa al runner, a chi non indossa la mascherina, chi vuole riaprire, chi vuole chiudere, … Read the rest

navigammo a vista

ci sono i figli, ci sono le famiglie, i maestri, le professoresse, le partite iva, i fonici, quelli che montano i palchi, le artiste, i tassisti, i piccoli negozi, i grandi negozi nei centri commerciali, quelli che incassavano gli affitti, i lavoratori a cottimo, quelle in nero, i carrozzieri, gli autosaloni, i ristoratori (che mo’ va bene il delivering ma se tutti fanno il delivering nessuno fa il delivering). ci … Read the rest

2020

vogliamo quello. lo vogliamo subito. deve essere pronto. portato davanti alla nostra porta di casa. deve essercene sempre. deve costare poco. quanto? come? non importa. però vogliamo un lavoro. garantito. pagato. datoci. da chi? da qualcuno. il modo c’è. è un diritto. voglio contrattare il dovere. voglio che tu sappia che se ci fermiamo, ogni cosa smetterà di arrivare alla tua porta.

vogliamo esserci. piacere. agli altri. gli altri però … Read the rest

La voce a te dovuta

aspetto, passano i treni, il caso, gli sguardi.
ma io non voglio i cieli nuovi.
voglio stare dove sono già stato.
con te, tornare. Quale immensa novità tornare ancora,
ripetere, mai uguale, quello stupore infinito!
e finché tu non verrai, io rimarrò alle soglie
dei voli, dei sogni, delle scie.
immobile.

SalinasRead the rest

settembrare

settembre è un mese sfortunato. è un po’ come il lunedì. non porta mai buone sensazioni. non è colpa sua. lui ci prova a farsi voler bene con la sua natura morbida e i suoi ritorni. non esagera mai.
però con le sue armi caricate a salve non può vincere le percezioni e i fastidi. appena ti volti vedi ancora il mare e senti i profumi di una parentesi. nella
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