• cose che non mi riescono/riuscivano

    cose che non mi riescono/riuscivano

    [delle tante cose che sto scrivendo in queste settimane alcune escono dai fogli di carta per spuntare qui. altre no. migliorerò.]

    ascoltare / condividersi.

    sono sempre stato bravo nella prima cosa ma vicino allo zero per l’altra. almeno credevo di cavarmela bene poi ho capito che stavo giocando scorrettamente, senza partecipare ai pesi sulla bilancia. non credo che l’equilibrio sia una meta, o uno stato, a cui aspirare, però contribuire … Read the rest


  • cose che sono da sole

    la solitudine è uno spazio interiore ed esteriore dentro il quale non ci si riesce a muovere, o forse non si può smettere di farlo.

    è un luogo indefinito, senza confini. è assenza di prossimità.

    la solitudine è una geometria emotiva che non si studia.

    non si racconta.

    non si legge.

    non si ascolta.

    non si può.

    è un non-luogo inesistente per tutti gli altri; un gioco di specchi sottratti. … Read the rest


  • cose che sono insucessi

    cose che sono insucessi

    la transizione quindi è uno stato perpetuo. ho capito però che non mi basta accettare il movimento e l’anti-staticità perché ho smesso di credere al progresso come l’andare in avanti.

    nel crescere.

    nel tappa dopo tappa.

    nel fallimento come momento di passaggio verso il futuro successo.

    la vita è una continua transizione e i fallimenti ne sono parte. sono inestricabilmente connessi alla natura della persona. ognuna coi suoi pesi e … Read the rest


  • cose che sono parole dimenticate

    cose che sono parole dimenticate

    ci sono parole che non sai che fine abbiano fatto, dove le hai messe ma ti sono sparite.

    forse non sono mai state parte di te.

    transizione.

    a un certo punto ho pensato di aver smesso

    che fossi arrivato

    comodo

    risolto.

    dal punto a al punto b.

    arrivato

    errore.

    abitare la zona della certezza, quella statica, dove ti riconosci senza bisogno di specchi, è il primo passo verso … Read the rest


  • Questo commento mi spezza in due ogni volta che lo vado a rileggere.

    Crazy how you can be surrounded by people who adore you, yet you still feel so alone.

    Crazy how you can be surrounded by people, yet you still feel so alone.

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  • Cose che fanno respirare

    scrivere. scrivere. scrivere.

    scrivere scrivere scrivere scrivere senza pensare per riempire gli spazi bianchi, vuoti, non per cancellare o per fermarsi ma per gettare fuori la necessità, per ritrovare il respiro e superare la frenesia violenta.

    negli spazi bianchi e vuoti – ora – si nasconde il demone dell’ansia.

    si annida il pericolo di non ritrovarsi, di non smettere di girare a vuoto.

    di non tornare.

    scrivere per calmare il … Read the rest


  • Come smettere di procrastinare. L’antidoto.

    Come smettere di procrastinare. L’antidoto.

    mi sono accorto che procrastino per due ragioni.

    1. quando devo fare qualcosa di poco piacevole

    immaginate un grafico in cui compiere l’azione spiacevole rappresenta un picco alto ma breve mentre il procrastinare è una linea continua ma a basso rumore di fastidio interiore.

    la storicità delle mie non azioni suggerisce che preferisco quella linea lunga, continua e lievemente dolorosa.

    perché?

    rimandare diventa come una preghiera, una speranza, un augurio … Read the rest


  • l’insostenibile inconsistenza degli obiettivi

    l’insostenibile inconsistenza degli obiettivi

    Raggiungere un obiettivo cambia la nostra vita solo per il momento. È questo il principio controintuitivo del miglioramento: crediamo di dover cambiare i risultati, ma i risultati non sono il problema. Quello che in realtà dobbiamo cambiare è il metodo che porta a tali risultati.

    la citazione si trova dentro atomic habits* di james clear.

    è un concetto a cui tengo e anche se può apparire banale e scontato … Read the rest


  • della gentilezza e della paura

    della gentilezza e della paura

    “Impermanence becomes vivid in the present moment; so do compassion and wonder and courage. And so does fear. In fact, anyone who stands on the edge of the unknown, fully in the present without reference point, experiences groundlessness. That’s when our understanding goes deeper, when we find that the present moment is a pretty vulnerable place and that this can be completely unnerving and completely tender at the same time.”

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  • perché vuoi leggere?

    una delle domande che vi voglio fare (non so bene a chi, è un “vi” immaginario) è: per quale ragione leggete?

    esistono diverse risposte:

    • chi rincorre il mito dell’evasione dalla quotidianità
    • chi per il piacere del leggere pagine ben scritte
    • chi per studio o lavoro
    • chi per approfondire argomenti che sono passioni, hobby
    • chi perché gli altri l’hanno letto
    • chi per vivere le vite degli altri (una declinazione del primo
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