too old to die young

nel 2019 non è difficile trovare una serie tv da vedere. c’è un’offerta enorme, con produzioni che hanno superato a destra quelle cinematografiche, per investimenti e quindi per cast, registi e produttori. però, fino ad oggi, non si era ancora vista una serie come too old to die young (per comodità totdy) di nicolas winding refn. vi evito la sinossi e vi linko il trailer.

è difficile parlare di totdy perché il senso di tutta la serie sta nel ritmo esasperatamente lento e nel come i vuoti – totali – di azione, di fatti, di accadimenti, siano stati riempiti da refn. non ho mai avuto nessun problema con la lentezza nel cinema, semmai ho mal sopportato il vuoto. refn è riuscito in un’impresa, a mio parere straordinaria, ovvero ridefinire l’idea del ritmo, trasformandolo in qualcosa che non riguarda più il fare ma l’osservare. ogni singolo fotogramma diventa un quadro e ogni episodio è una mostra d’arte in sequenza, il cui insieme forma una narrazione elegante e urticante. nella mia testa solo un genio è in grado di riuscire a pensare qualcosa di simile.

la serie è popolata da personaggi assurdi e situazioni prive di logica che diventano coerenti nell’universo capovolto dipinto da refn.

totdy è una serie che sconsiglio vivamente. lo dico con convinzione. è scomoda e fastidiosa seppur bellissima. è pensata per poche persone – non migliori e evolute o peggiori e stupide – semplicemente si incastra coi gusti di una manciata di individui. ecco perché i complimenti più grandi vanno fatti ad amazon, che ha lasciato libertà totale a refn investendo soldi, non credo pochi, su un prodotto che non verrà ben assorbito dalla popolazione degli abbonati. c’è voluto coraggio ed era giusto renderne merito.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Posted by: vincenzo on